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Submitted by Misetta on June 11, 2008
Category: Technology
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1. I Videogiochi tra storia, semiotica e media.
I letterati dell’età classica adoperavano spesso la distinzione tra otium e negotium (attività lavorativa).
L’otium litterarum non è ciò che letteralmente s’intende nell’accezione modernista negativa d’inoperosità, fannulloneria, bensì una forma di dedizione alla vita contemplativa, un modus vivendi improntato alla riflessione e dedicato alle attività culturali.
Il tema topico dell’otium fu teorizzato da Cicerone nelle Tuscolanae disputationes, da Seneca in Ad Lucilium e trattato da Petrarca in De vita solitaria.
Autori più moderni come Russel e Lafargue hanno parlato dell’ozio come diritto dell’essere umano all’espressione delle sue naturali inclinazioni, mentre Hesse indicava la via dell’oziare come giusta direzione per appropriarsi dell’indolenza orientale presupposto della creatività.1
Otium si potrebbe intendere anche come tempo libero, momento della giornata in cui l’uomo può dedicarsi ad attività ludiche per sollevare il proprio animo dalle fatiche del negotium.
Aristotele, in “Etica nicomachea” classifica le attività umane in quattro categorie: il lavoro faticoso (πόνος), gli affari (˙ασχολία), il gioco (παιδιά), il diletto coltivato (σχολή). I primi tre tipi di attività sono accessibili a tutti gli uomini; il quarto tipo, che è una forma superiore di gioco, è riservato agli esseri umani liberi.2
Per Aristotele la forma più alta di σχολή era la filosofia.
Il gioco, quindi, è sempre stato parte integrante della vita dell’uomo e del suo otium; l’attività ludica scandisce ogni epoca della storia e della vita dell’essere umano.
Esistono giochi per ogni fascia di età e giochi a cui dedicarsi in un determinato periodo dell’anno come, per citare l’esempio più banale, la tombola simbolo indiscusso delle festività natalizie.
Innumerevoli sono le...
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